Come mai ancora oggi ci sono donne che partoriscono velocemente, facilmente e con le proprie sole forze?

In questo momento della vita individui si relazionano come mai in altro momento della vita, è INTERAZIONE TRA DUE MAMMIFERI PURI, senza sollecitazioni neocorticali.
I più recenti studi scientifici interdisciplinari evidenziano uno stretto collegamento tra le nostre vite da adulti e le condizioni in cui ci formiamo nel grembo, nasciamo e siamo accuditi nei primi anni di vita.
Questo primo  periodo è di sostanziale importanza per la nostra salute e la capacità di amare: il nostro corpo sente, predispone determinati flussi ormonali a condurre i processi che scandiscono la nostra vita e, in positivo e negativo, trattiene memoria delle informazioni tracciando dei modelli che vengono ripetuti nel tempo. Ne consegue che proteggere il benessere di ogni donna incinta, la nascita e il primo periodo della vita è un vero e proprio atto di Amore verso ogni creatura neonata e, di conseguenza, verso l’intera comunità umana e il benessere della vita su questo Pianeta.
Il parto è un processo fisiologico involontario che avviene grazie a uno specifico cocktail neurochimico attivato dall’ossitocina, l’ormone della calma, del piacere e della connessione, in grado di mettere a riposo l’attività della neocorteccia.
Non è possibile aiutare né guidare un processo involontario!
È fondamentale però proteggerlo da tutto ciò che può inibire il suo avvenire spontaneo.
Come le mammifere animali si allontanano per partorire, per proteggere il parto dalle sollecitazioni della neocorteccia le donne, mammifere umane, con un grande cervello, sino a un centinaio di anni e ancora oggi in alcune comunità… hanno trovato la soluzione di isolarsi dalla vita quotidiana e poi ritornare con la creatura tra le braccia.
Solo in un ambiente percepito sicuro, di vera privacy, ogni donna allenta le difese e si riconnette al suo essere mammifera istintiva per partorire contando sulle sue forze e quelle della creatura nel grembo. In questo tripudio di ormoni, ogni donna è capace di accedere a uno stato di coscienza che trascende quello ordinario per dare alla luce nell’amore. La produzione di ossitocina raggiunge il suo picco negli immediati istanti dopo l’arrivo della creatura, quando questa si ricongiunge al corpo della madre, cuore a cuore, per un tempo oltre il tempo.
Incontrare le mani della propria madre fa sì che i primi microrganismi ad abitare il corpo del neonato siano quelli per cui ha già gli anticorpi, garantendo così un buon inizio al sistema immunitario che si sta sviluppando. 
Questo incontro, rassicurante per entrambe, offre l’opportunità di ritrovare, dopo un travagliato viaggio, quel luogo sicuro in cui poter scaricare le tensioni e rilassarsi, rispettando il ritmo fisiologico previsto per l’equilibrio del sistema nervoso.
In questi primissimi istanti è in gioco la costruzione della salute a breve e lungo termine.
L’immediato contatto pelle a pelle arricchito dallo scambio di odori, di voce, di sguardi permette il picco di ossitocina necessario all’espulsione della placenta, a un buon avvio dell’allattamento e all’instaurarsi di una relazione accompagnata dagli ormoni dell’amore.
Sapere di avercela fatta da sole, insieme, lascia alla madre e alla creatura la sensazione di potere nella vita e di una forte connessione, elementi che pongono solide basi al loro stare nel mondo.
Per questi motivi e per la gioia e il piacere che ne scaturiscono, ovunque tu partorisca, ti auguro di accogliere tra la tue braccia la creatura che sta nascendo desiderosa di incontrarti.