Chi sono
Antropologa e counselor di formazione, mi impegno a offrire uno spazio sicuro affinché i processi fisiologici possano avvenire.
Stare accanto a bambini bambine e adolescenti in percorsi di libero apprendimento, accompagnare migranti e richiedenti asilo nei loro percorsi per la tutela dei diritti esistenziali, soffermarmi sulle dinamiche legate al fine vita e ai vari processi di transizione/passaggio/cambiamento, viaggiare oltre la mia zona comfort mi ha portato a maturare la fiducia in ciò che accade quando non si interferisce e ci si relaziona al di là del linguaggio verbale.
Da sempre interessata a decolonialismi, processi di empowerment personali e collettivi, migrazioni, nascita e infanzia nelle varie culture, comprese quelle native.
Determinante nel mio percorso è stato l’incontro, avvenuto vent’anni fa, con Michel Odent e Clara Scropetta, per comprendere quanto i condizionamenti culturali interferiscano con la fisiologia e come il periodo primale sia cruciale per la salute e la vita di ogni individuo e dell’intera umanità.
Da allora non ho mai smesso di interessarmi alla saggezza del corpo e alle modalità di relazione che permettono la protezione, o quando possibile la creazione, di un ambiente in cui potersi esprimere sentendo accolto il proprio sentire e rispettati i propri ritmi.
La mia formazione prosegue attualmente con Somatic Experiencing, metodo di consapevolezza corporea per la risoluzione dei traumi tramite il ripristino del fisiologico equilibrio del Sistema Nervoso.
Riscoprire la nostra natura di mammiferi umani, a partire dai bisogni della creatura nel grembo, per tutelare la salute a breve e lungo termine, garantire uno stato di maggiore benessere, una rinnovata/circolazione di energia vitale, uno slancio gioioso per la vita e il desiderio di riprodursi.
Proteggere il delicato quanto prezioso periodo intorno alla nascita e gli impulsi vitali di apertura/curiosità e connessione che emergono oltre i condizionamenti e le strategie difensive, è oggi necessario per un’umanità non solo impegnata a sopravvivere, ma che sentendosi sufficientemente al sicuro desidera godere pienamente la vita, in cui ognuno desidera sentirsi parte/si sente parte porta il suo unico/speciale/personale contributo in un’ottica di reciprocità, abbondanza, fiducia e piacere. Una società in cui l’ossitocina, l’ormone dell’amore, già dall’inizio impregna le vite, prendendo il posto dell’adrenalina.
Rinascita di una comunità mammifera, di una comunità pienamente umana
È chiaro che non si sta parlando solo della salute del singolo, di una questione che riguarda famiglia o di donne, è una questione ben più ampia. Perciò oggi mi dedico prevalentemente alla protezione del primo periodo della vita, integrando la conoscenza dei processi fisiologici a competenze di ascolto profondo e terapia somatica.
Con gioia sperimento quanto sia ancora possibile essere pienamente umani.
Collaborazioni
Negli anni ho iniziato a collaborare con alcuni professionisti per portare avanti alcuni progetti educativi e di counseling.
